La meringa: candida passione dei più golosi

Pubblicato il Novembre 4, 2009 | 0 commenti

La meringa: candida passione dei più golosi

Zucchero, albume d’uovo e amorevole pazienza in fase di cottura. Punto.
Non c’è bisogno d’altro per la preparazione di una delle più dolci basi della pasticceria italiana.

Deliziosa anche da sola o tuffata in una tazza di cioccolato caldo, nel nostro caso la meringa sarà invece l’ingrediente zuccherino del Mont Blanc.

Cominciamo…

  • Le dosi: calcolate sempre la proporzione di 1 a 2, ossia una parte di albume ed il doppio di zucchero.
  • Con una frusta, montate a neve gli albumi aggiungendo a poco a poco lo zucchero.
    Il composto dovrà essere ben voluminoso e talmente fermo da non staccarsi dal fondo pur provando a capovolgere la ciotola. Ciò dipende molto dalla corretta separazione degli albumi dai tuorli e dall’utilizzo di ciotole e strumenti puliti e asciutti, dal momento che qualsiasi residuo e traccia di unto preclude la perfetta del montaggio.
  • Ora prendete il sac a poche, la caratteristica sacca da pasticcere formata da un sacchetto in cui si inserisce il morbido composto per poi essere spinto attraverso la bocchetta decorativa, e divertitevi a disegnare dei dischi di dimensione e forma desiderata sulla teglia (spirali, chiocciole, ciuffetti, etc.)
  • É il momento della cottura, o meglio dell’essiccazione delle meringhe in forno.
    Eh sì, perché la preziosa friabilità della meringa si guadagna lasciando che il composto asciughi nel forno, a temperature molto basse (50-60° C) e magari anche aperto (di modo che l’umidità fuoriesca).
    Ci vogliono almeno 3-4 ore.
    Ciò che conta è che il colore sia bianchissimo (se imbrunisce vuol dire che la meringa si è cotta troppo ed è biscottata) e la consistenza asciutta e friabile (se risulta morbida e collosa significa che non è ancora pronta!)

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